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Alice Martinelli 

architetto UNITS

socio fondatore

Eleonora Di Stefano

architetto UNITS

tirocinante

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Mauro Ventura

architetto AAM

socio fondatore

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Giulia Fulizio

architetto  PoliTo

associato

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Martina Sciolis

architetto  PoliTo

associato

Intento

Studiomva è il luogo dove svolgiamo l’attività di progettisti architettonici e interior designers. Siamo associati per condividere un atelier di ricerca, di confronto e di sperimentazione. Ci occupiamo del tema dell’abitare, nel senso esteso di interazione tra uomo e ambiente.

Abbiamo individuato  in atti gli strumenti pratici e teorici attraverso i quali ci confrontiamo con il progetto e con la committenza.

 

Atto I rilievo atmosfera

 

Il rilievo è il primo momento di confronto e di valutazione della richiesta. La lettura del contesto, infatti, non si limita alla definizione delle dimensioni e criticità dello spazio, ma coinvolge la natura stessa del luogo e i suoi elementi costitutivi. Il metro e la sensibilità sono, alla pari, strumenti per per definire la grammatica  nell’atmosfera del luogo d’azione. L’atmosfera è madre del progetto, perché esiste prima di questo: genera la reazione emotiva e fisica di chi abita lo spazio e definisce, per il progettista, il territorio di sperimentazione in cui il progetto è libero di muoversi, per analogia o per contrasto. La ricerca di una qualità architettonica, filo conduttore della pratica progettuale, si fonda sulla declinazione dei fattori determinanti l’atmosfera.

 

Atto II concept tensione

 

Il concept è il principio per cui l’idea si fa discorso e si manifesta alla committenza. Un passaggio che anticipa il progetto e ne esprime la tensione insita nel gesto fondativo di un artefatto. Si fa carico di riassumere in intuizione la complessità dei processi di scomposizione e ricomposizione intrinsechi al prodotto di natura creativa. Il disegno è in questa fase un manifesto di resistenza che diventa traccia per la narrazione del progetto.

 

Atto III preliminare gradiente

 

Il progetto preliminare, per noi, equivale ad un inventario di forme, immagini, sensazioni, materiali, pratiche e metodi da cui attingere per elaborare la risposta più corretta alla richiesta ricevuta. Il gradiente è quella variazione di layout che inquadra il desiderio finale attraverso la scomposizione analitica della soluzione di progetto. La ripetizione caparbia delle combinazioni, infatti, individua il sistema di relazione tra gli elementi che compongono il progetto, trovando nei suoi limiti la declinazione più spinta delle possibilità dello spazio e liberandolo da assunti stratificati.

 

Atto IV definitivo armonia

 

Nell’armonia del progetto definitivo si trova conferma degli intenti e dei confronti. La ricerca rallenta e il progetto trova un punto di arrivo, esito del dialogo tra le parti coinvolte e la consonanza tra domanda e risposta progettuale. Il programma è quindi tradotto in spazio progettato e gli ambienti sono disegnati sulla base delle azioni che si compiono nel quotidiano, come una narrazione che prende vita dai rituali quotidiani e li compone in luoghi riconoscibili e familiari. Il disegno diventa, in un certo senso, una forma compiuta di seduzione tra volontà e possibilità.

 

Atto V documenti confronto

 

Al disegno tecnico e agli elaborati di progetto, si affiancano documenti che codificano il progetto e lo trasformano in mezzo di comunicazione tra le diverse parti coinvolte nel processo realizzativo. La traduzione del design in linguaggi consoni a chi è estraneo alle fasi precedenti comporta un nuovo confronto economico e procedurale. L’incontro tra persone, documenti, imprese e istituzioni trova risoluzione nel processo abilitativo. Anticipare già in fase progettuale le possibili controversie facilita lo svolgimento dell’iter procedurale e permette di negoziare gli attributi senza negare il concept.

 

Atto VI esecutivo sineddoche

 

Il disegno, di nuovo protagonista, si moltiplica per sineddoche e i dettagli declinano i caratteri distintivi del progetto.

La sperimentazione su materiali e tecnologia è dichiaratamente al centro delle risorse economiche

del progetto, ma l’intento primario è quello di addomesticare un ambiente ancora sconosciuto. Il modello di riferimento è il disegno su misura, costruito direttamente sullo spazio. Il disegno è strumento di scambio con chi deve essere in grado di far proprie le scelte progettuali e materializzarle.

L’ossatura del progetto emerge alle diverse scale e si fa testimone dell’atmosfera ricercata.

 

Atto VII cantiere custodia

 

Il cantiere è il custode e garante del passaggio tra segno e materia, linguaggio comune tra i tecnici e artigiani che in questa dimensione operano. Il progetto da questo momento si relaziona con lo spazio. La materia declinata con il fare artigiano si adatta alle potenzialità dell’esistente e ne esalta le qualità. L’atmosfera del luogo persiste nel progetto come nel cantiere, e resiste all’esito delle due cose. Il progetto rimane quindi una materia viva, capace di modificarsi nel tempo e diventa un coinquilino del fruitore dello spazio.

 

Altri atti atelier stile

 

Il rapporto con i nostri clienti è di natura economica. In questo senso, Studiomva si sente parte dell’investimento complessivo che, per ogni tipo di esperienza, ha come obiettivo il successo. Crediamo che la nostra attività non possa essere un servizio tangente e consuntivo agli atti del processo realizzativo. Ci poniamo piuttosto al servizio della clientela con un programma di affiancamento, con l’idea di condividere il nostro sapere come valore aggiunto per la fiducia ricevuta.

Studiomva, 2019.

contact@studiomva.net  via di Torre bianca 41 34122 Trieste